… cominciò con una stella

… cominciò con una stella

by donO
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La loro avventura cominciò con una stella. Sì, un segno luminoso è vero, ma non immediatamente comprensibile nel suo significato; l’unica cosa certa era che bisognava mettersi in cammino e seguirla.

I Magi di cui leggiamo nel Vangelo, sono uomini saggi, in ricerca, in attesa, attraversano i diversi campi del sapere … Per mettersi in cammino non hanno preteso nulla, non hanno chiesto alla stella di attenderli perché “adesso non posso, ma appena mi libero …”, di fronte al momento dell’assenza non si sono persi d’animo …

Cosa avranno pensato quando a Betlemme hanno ascoltato da scribi e capi dei sacerdoti la risposta alla loro domanda? Si saranno detti: “E che ci fanno ancora qui? Sanno dov’è e non si muovono?”. Evidentemente – si saranno detti – a tanti basta conoscere la teoria. Ci si accontenta e si pensa di aver capito tutto.

Leggiamo con calma il testo del Vangelo (Mt 2,1-12) e uniamoci alla compagnia dei Magi!

Sì, c’è tanto da imparare da chi – come loro – cerca con onestà il Signore e sa riconoscerne le tracce nei meandri carsici della vita di ogni giorno.

Anche noi possiamo ridare fiato all’avventura della fede, quella fede che non ci distrae dalla “reale realtà” (si perdoni il gioco di parole), ma ce ne mostra ogni giorno la profondità e la ricchezza conferendo senso (significato e direzione) ai passi del nostro cammino.

Dal Vangelo secondo Matteo

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo“. All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda:
da te infatti uscirà un capo
che sarà il pastore del mio popolo, Israele
“.

Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: “Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”.
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 

Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 

Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

E quindi … «Le stelle insomma quanto meno provocano nostalgia. La parola desiderio infatti viene dal latino de+sidera (sentire la mancanza delle stelle). Ben venga questa nostalgia delle stelle, che ci chiamano sempre alle cose celesti di questa terra: amore, lavoro, relazioni» (D’Avenia).

Un segno da interpretare, una stella da seguire, un sentiero da costruire, una parola che illumina, un incontro da vivere, una Gioia da provare … ma se non ti schiodi da dove sei o ti senti già arrivato … Ti auguro di riconoscere il Signore anche nelle piccole grandi epifanie di ogni giorno!

Prendi sul serio la tua avventura con Dio!

Buona strada

donO

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